Le “Cosë Cusellë”
Le “Cose Cuselle” sono indovinelli, “fatterelli” e scioglilingua in dialetto arrivati fino a noi.
“Saccë na còsa cusèlla, iè ffinë e tanda bbèlla…” è l’incipit di tutte le “Cose Cuselle”, gli antichi indovinelli in dialetto agromontese, raccontati ai nostri nonni dai loro avi durante i lunghi inverni passati accanto al focolare e narrati a loro volta a noi nipoti. Le “Cose Cuselle”, indovinelli senza tempo, raccontano un passato ormai lontano che non vuole scomparire nel presente, ma che vuole e deve essere tramandato di generazione in generazione con lo scopo di incuriosire e stimolare la fantasia per superare le apparenze.
Le Cose Cuselle sono riprodotte a mano da artisti locali su formelle di ceramica 60 x 80 cm, ciascuna abbellita da una cornice decorativa in versione unica per ciascuna riproduzione, ispirata alle antiche greche ancora per poco evidenti sulle facciate delle case agromontesi più antiche.
L’elaborazione scritta delle “Cose Cuselle” si basa su un coordinato studio di analisi fonetica, apprendimenti letterari e linguistici, compiuto in collaborazione con il Centro Internazionale del Dialetto (CID), gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi di Basilicata che ha lavorato all’Atlante Linguistico della Basilicata (A.L.Ba) in partenariato con le Università di Palermo, Pisa, Cambridge e Oxford.


