Il libro

La raccolta dialettale “Saccë na cosa cusèlla…” nasce dal legame di alcuni suoi giovani con la propria terra: AGROMONTE. Quasi per gioco, è cominciata la raccolta delle “Cosë Cusellë”, gli indovinelli in dialetto agromontese tramandati nei decenni fino ai giorni nostri.

Da qui l’idea di raccogliere in maniera sistematica gli indovinelli che nonna Teresa, nonna Rosa, nonna Maria… hanno raccontato ai loro nipoti e, sempre da qui, il dovere morale di sottrarli all’oblio, allo scorrere del tempo, che potrebbe cancellarli dalla memoria. Un lavoro che vuole essere un riconoscimento alle vere “fondamenta” del nostro presente, alle vecchie generazioni, quelle che conoscevano a stento l’italiano ma che hanno contribuito in maniera indissolubile a delineare usi, costumi e tradizioni, anche grazie alla lingua dialettale.

Nulla è casuale nella trascrizione: la prima cosa cusella è stata quella che nonna Teresa ha insegnato per prima a suo nipote Dario Gaudioso all’età di quattro anni, in un susseguirsi di “nuovi” indovinelli dialettali fino a quando il nipote di anni ne aveva 18, “esigendo” costantemente che il ragazzo le imparasse immediatamente a memoria, quasi per timore che potessero esser dimenticate (“MBARATILLË, Dario mië”).

Dalla conoscenza con i fratelli Michele e Antonella Lupo e grazie all’amore per le proprie radici ha preso il via la raccolta vera e propria, in continuo aggiornamento. Ma soltanto grazie alla passione e all’entusiasmo dell’intero paese è stato possibile dare piena forma al progetto, del quale ad oggi fanno parte 122 cose cuselle! Ciascuna cosa cusella presentata, riassunta anche in italiano, prende il via con il tipico preambolo di ogni indovinello dialettale, “Saccë na còsa cusèlla, iè ffinë e tanda bbèlla…” (da qui il nome italianizzato di “Cose Cuselle”), a cui segue soluzione, disegno artistico con relativa traduzione e spiegazione dell’indovinello. Durante la lettura troverete alcune cose cuselle che riportano il codice “VM18”, Vietate ai Minori di 18 anni, un modo simpatico per indicare un certo doppio senso!


Tutta la stesura del libro è stata revisionata dal Centro Internazionale di Dialettologia (CID), custode delle lingue antiche delle genti di Lucania che ha supportato la riuscita dell’intero lavoro. L’Alfabeto dei Dialetti Lucani (ADL), con relativo International Phonetic Alphabet (IPA), è stato elaborato gentilmente e gratuitamente ad hoc per Agromonte dal CID dell’Università degli Studi di Basilicata, interateneo con l’Università di Palermo e in partenariato con le Università di Cambridge, Oxford e Pisa. Oggi la raccolta è stata interamente tradotta in inglese, francese e spagnolo, all’insegna dell’inclusività.
Il libro vuole essere uno spunto d’interesse, di riflessione e di orgoglio, una testimonianza tangibile del passato, con la speranza che vi possa essere un reale recupero del patrimonio linguistico locale, inquadrato in un più ampio progetto di valorizzazione artistico-culturale, già in corso. La stessa etimologia della parola Agromonte sembra derivare dal latino “Acer-mons”, “Monte fiero, orgoglioso”, da qui l’auspicio di poter ritrovare fierezza e orgoglio nelle proprie origini. Testimonianza reale del passato nel presente, con la speranza che possa essere memoria viva nel futuro: è questo l’auspicio più sincero della raccolta.

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